| |
| |
|
 |
| |
approfondimenti |
|
L'uso sociale dei beni confiscati alla camorra |
|
Norme, documenti, informazioni ed idee per promuovere l'utilizzo, da parte delle comunità locali, dei patrimoni recuperati alla camorra
|
|
| visita la sezione dedicata |
|
Aderisci al comitato |
|
Le modalità d'adesione al Comitato don Peppe Diana ed a Libera Caserta. |
|
| visita la sezione dedicata |
|
La mappa dei beni confiscati |
|
La prima mappatura satellitare dei beni confiscati alla camorra in provincia di Caserta. |
|
| visita la sezione dedicata |
|
Verso il 21 marzo |
|
Tutte le iniziative in calendario, realizzata dal Comitato don Peppe Diana e da Libera Caserta per prepararsi all'evento del 20 mazo 2010 a Milano sul sito www.liberacerta.org |
|
| visita la sezione dedicata |
|
|
|
|
| |
|
|
| |
|
|
|
|
|
|
|
|
Prorogati termini avviso pubblico |
|
|
|
|
E' stato prorogato al 31 marzo 2010 il termine per la presentazione delle domande per partecipare alla selezione di 5 figure professionali che andranno a costituire la cooperativa sociale "Le terre di don Peppe Diana - Libera terra Campania".
|
|
|
|
|
|
Abbiamo da poco parlato di |
|
|
|
|
|
|
Verso la cooperativa |
|
|

E' stato pubblicato il bando pubblico per la selezione di 5 figure professionali che andranno a costituire la cooperativa sociale che gestirà, nella fase iniziale, un caseificio, terreni agricoli, operante quindi nei settori lattiero - caseario e agroalimentare sui terreni confiscati alla camorra nei comuni di Cancello ed Arnone, Carinola, Castel Volturno, Pignataro Maggiore e Teano. Prende il via la cooperativa Le Terre di Don Peppe Diana - Libera Terra" che vede insieme le Istituzioni e la società responsabile per lavorare al riscatto culturale, sociale ed economico di un territorio, che non vuole più essere terra di camorra. La nascita di questa realtà si inserisce all'interno del progetto "La mozzarella della legalità", finanziato dalla Fondazione per il Sud.
Trasformare queste terre, confiscate a spietati criminali, nelle "Terre di don Peppe Diana", per continuare, nel suo segno, a costruire comunità alternative alle mafie è il sogno di quanti, in questi anni, hanno tenuta accesa la fiaccola della memoria del giovane sacerdote ucciso dalla camorra nella sua chiesa. Sono 5 le figure professionali richieste: un operaio agricolo trattorista, due operai aiuto casaro, un agronomo o agrotecnico o perito agrario, un responsabile prodotto. Le domande di richiesta di ammissione dovranno essere spedite entro le ore 12,00 del giorno 10 marzo 2010. La domanda di adesione potrà essere richiesta e ritirata presso l'Ufficio Relazioni con il Pubblico di ciascuno dei Comuni promotori del bando, nonché scaricata dal sito www.libera.it, www.fondazioneperilsud.it e dal sito www.beniconfiscati.gov.it, oltre che dai siti delle istituzioni ed enti locali coinvolti. Con il bando pubblico si vuole favorire le capacità, i talenti e le sensibilità locali al fine di selezionare un gruppo di giovani che, dopo una fase di formazione e di start-up, concretizzerà il piano d'impresa della prima cooperativa Libera Terra in Campania.
Lo studio di fattibilità, elaborato dall'Agenzia Cooperare con Libera Terra grazie alle competenze messe a disposizione dai soci Granarolo, Alce Nero & Mielizia, CIA e Legacoop Campania, prevede la realizzazione di una impresa cooperativa attenta alle produzioni biologiche di alta qualità e rispettose delle tradizioni locali, capace di coinvolgere altri produttori sani del territorio promuovendo anche attività di fattoria didattica e di turismo responsabile. Particolare attenzione verrà data anche alla fase di selezione e formazione professionale dei candidati, grazie all'esperienza degli associati Obiettivo Lavoro e Erfes Campania.
Prima dell'avvio dell'attività imprenditoriale, il bene confiscato a Castel Volturno è stato utilizzato come bene collettivo. Molte organizzazioni del mondo sindacale, imprenditoriale, economico, culturale, istituzionale hanno aderito all'invito di presidiare la struttura rendendola viva, con iniziative, eventi, campi di volontariato, infopoint e sportelli di servizio. Il grano raccolto nel comune di Pignataro Maggiore è stato trasformato nei paccheri Libera Terra, che nei prossimi giorni saranno distribuiti e commercializzati in tutta Italia. L'avviso e la modulistica si può scaricare sul sito di Libera. Questo il link: www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2853
|
|
|
|
|
|
|
GRAZIE, SEMPLICEMENTE GRAZIE!!! |
|
|

“La speranza oggi qui si chiama coraggio, la speranza si chiama .. Impegno e Progetti la speranza si chiama ... Meno parole e più fatti da parte di tutti Cari ragazzi, innamoratevi della vita e siate capaci di vivere e di non lasciarvi vivere”. dal discorso di don Luigi Ciotti a Casal di Principe 19 marzo 2009
Grazie!! Libera e il Comitato don Peppe Diana Ti ringraziano. Hai scelto di essere presente, di mostrare la Tua scelta di campo e di stare al fianco di tanti, tantissimi giovani che aspettano una nuova fiducia.
Grazie per aver accolto l’invito e per aver dato voce alla speranza di un cambiamento possibile.
Grazie per aver allontanato i freddi cerimoniali, dando significato ai contenuti veri e sinceri di un popolo che non vuole in alcun modo essere abbandonato.
Grazie per non aver scelto il silenzio.
Grazie per il Tuo Impegno.
Nel presente e nel domani, siamo chiamati ad essere prima di tutto credibili e Tu, credici, hai aggiunto un importante tassello nel grande mosaico della rinascita.
Forze, energie, passione, idee, valori, responsabilità civile, istituzionale e religiosa che ci auguriamo di non veder dispersi.
Siamo chiamati ad essere sentinelle della legalità, cittadini sani e solidali contro la criminalità organizzata, perché presto si possa registrare l’esistenza di comunità alternative alla camorra. E’ un obiettivo fondamentale ma averTi con noi, sempre, oltre il 19 marzo, ci convince che i sogni diventeranno realtà. |
|
|
|
|
|
|
VENITE A CASAL DI PRINCIPE IL 19 MARZO |
|
|

Sono quindici anni, ormai, che il nostro Peppino ce l’hanno portato via. Quella mattina del 19 marzo del 1994, quando fu ucciso nella sagrestia della sua chiesa a Casal di Principe, proprio nel giorno del suo onomastico, la ricordiamo ancora come se fosse oggi. Ed è un dolore che si rinnova ogni anno, ogni mese, ogni giorno. Dopo quindici anni abbiamo dentro di noi la stessa sofferenza di quella mattina. Riusciamo a non soccombere grazie alla vicinanza degli amici di nostro figlio e di quanti lo ricordano pur non avendolo conosciuto. La vicinanza di tanta gente ci è servita per andare avanti, per alimentare la speranza che il sacrificio di nostro figlio non sia stato invano. Ora sappiamo che il nostro Pinuccio non è più solo nostro, ma è anche di tanta gente sparsa per l’Italia, che del suo ricordo e del suo impegno, ne fa memoria quotidiana e simbolo della lotta per la legalità e la giustizia. La sua morte, paradossalmente, profuma di vita, alimenta la speranza, aiuta le persone a costruire percorsi capaci di accogliere e includere chi è in difficoltà. Don Peppino Diana amava la sua gente. Lo aveva scritto, lo gridava dall’altare questo suo amore, perché voleva semplicemente contribuire a costruire delle comunità senza più camorre. Insegnava ai ragazzi a non tradire mai le proprie idee e a non barattare mai la propria dignità. Cose semplici, ma importanti per arginare una cultura di morte che pervade i nostri territori. Per il 19 marzo prossimo, nel 15° anniversario dell’uccisione di nostro figlio, l’associazione LIBERA, Nomi e Numeri Contro le mafie, ha organizzato la giornata della Memoria e dell’Impegno proprio in Campania. E si comincia da qui, dal paese di don Diana, da Casal di Principe. E il 20 ed il 21 a Napoli. Vorremmo che tanta gente venisse a Casal di Principe per ricordare non solo il nostro Peppino, ma tutte le vittime innocenti della criminalità organizzata. Sono già tanti gli uomini e le donne che ci hanno fatto sapere, da ogni parte d’Italia, che giungeranno nelle piazze e nelle strade di Casale, per aiutare e sostenere quei cittadini che vivono qui e che non vogliono essere sopraffatti dal linguaggio della violenza e del sopruso. Vorremmo rivivere, da mattina fino a sera, in una festa di colori, di speranze, una giornata di riflessione per un cammino di pace e giustizia sociale. Vorremmo di nuovo vedere le migliaia di camice azzurre degli scout percorrere le strade della città; Vorremmo che i lenzuoli bianchi che si srotolavano ai suoi funerali, fossero ancora li, a scendere da balconi, per accogliere, come simbolo di rinnovamento e di speranza, tutti quelli che arriveranno a Casal di Principe. A noi, genitori di don Peppino, ci hanno spesso detto che non dobbiamo lasciare spegnere la speranza. E ci hanno ricordato che proprio nei momenti più difficili occorre unirci per dare il meglio di noi e cambiare il nostro mondo, senza paura. Questo è uno di quei momenti. Ma saremo orgogliosi di darvi il benvenuto nella terra di don Peppe Diana. Gennaro Diana e Iolanda di Tella (genitori di don Giuseppe Diana) |
|
|
|
|
|
|